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IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARiA-viviamo in un mondo ridicolo- |
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Nella mia ora...Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.
C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigionestate a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Genova, 13 nov. (Adnkronos) - Tredici condanne, per un totale di 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa, e 16 assoluzioni. Questa e' la sentenza emessa dal prima sezione penale del Tribunale di Genova, presieduta da Gabrio B
Il complesso Pascoli-Diaz-Pertini (sui nomi delle scuole c'e' sempre
stata gran confusione, ma per comodita' vengono indicate come Diaz la
scuola dormitorio, mentre come Pascoli la scuola media center) e'
costituito da due edifici
contenenti vari Istituti, che nel luglio 2001 viene assegnato al Genoa
Social Forum per realizzare il media center e un centro di
comunicazione e di training dove vari gruppi potessero fare i propri
allenamenti per i presidi e per le azioni, nonche' come dormitorio
(anche se in realta' questo uso sara' un uso improprio che se ne fara'
senza che sia possibile impedirlo. Nella Pascoli i 4 piani della scuola contengono una sala stampa e una palestra/infermeria nel seminterrato, una stanza di supporto legale e di supporto medico, oltre agli uffici di comuicazione del GSF al primo piano, i media alternativi al secondo piano, indymedia al terzo piano e alcune strutture di segreteria come fotocpiatrici e via dicendo al quarto piano con accesso diretto al terrazzo. Nella Diaz la palestra e' adibita a zona di training con un piccolo corridoio e stanzino sulla destra dell'ingresso come luogo di accesso pubblico a internet. Rapidamente la scuola diventa anche un dormitorio per Manifestanti che non avevano trovato altro luogo dove dormire. Durante tutta la settimana decine di hacker e mediattivisti mandano avanti la baracca, consentendo a operatori media di ogni sorta di raccontare quello che stava avvenendo a Genova. Sabato 21 luglio, la sera, mentre molti manifestanti che dormivano nella Diaz stavano gia' decidendo di tornare a casa la sera stessa, compaiono alcuni plotoni della polizia nella piazzetta a monte di via Cesare Battisti (la via dove si trovano le due scuole). La polizia parte a passo di marcia e invade sia la scuola Diaz che la Pascoli. Durante la marcia rimane incastrato, tra le due scuole, un mediattivista che viene pestato a sangue e lasciato in fin di vita. Se nella Pascoli la furia dei poliziotti si spegne quasi subito contro i computer dei legali, medici e mediattivisti, oltre che, anche se limitatamente, contro i manifestanti stessi, nella Diaz e' una carneficina. Mentre nella Pascoli le persone vengono messe al muro e con la faccia al suolo e i locali perquisiti, nella Diaz l'ingresso e' associato ad un vero e proprio massacro con caccia all'uomo angolo per angolo del palazzo. Rapidamente si sparge la voce e fuori dalle due scuole si affolla di giornalisti, fino a che la Polizia si ritira dalla Pascoli e dalla Diaz. Nel ritirarsi dalla Diaz arrestano tutti i 93 presenti (esclusi coloro che sono riusciti miracolosamente a scappare) non prima di averne feriti decine e lasciati tre in condizioni gravissime, di cui uno in fin di vita. Per ore si sussegue l'uscita delle barelle e il trasferimento nei cellulari delle persone che escono dalla Diaz mentre all'esterno il coro e' quello di "Assassini, Assassini", soprattutto quando le forze dell'ordine fanno uscire un sacco nero con tutto il materiale sequestrato, che viene scambiato con un cadavere. Ormai a notte fonda le forze dell'ordine si ritirano e faranno una conferenza stampa dove accusano i 93 di essere parte di una organizzazione internazionale finalizzata alla devastazione e al saccheggio, nonche' di essere stati aggrediti a mano armata e di aver ritrovato pericolose armi all'interno della Diaz. Dopo pochissimo tempo molte di queste affermazioni si dimostreranno false, mentre solo 2 anni dopo anche il ritrovamento di due bottiglie incendiarie e il tentato accoltellamento di un poliziotto verra' dimostrato falso. Berlusconi fa «cucù» alla Merkel
PassaParolaMAFIOCRAZIAPassaParolaLa P2 è ancora viva ( non era mai morta), e lotta con noi (forse). chiamate la geriatria, per favore "Maroni dovrebbe fare quel che feci io
quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli
studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino
rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli
universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle
Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio". Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita. crisi economica- da luogo comune.net- Dal momento che i sacerdoti dell'economia hanno dimostrato di non
capire molto, o peggio, di essere in malafede, vorrei provare ad
esporre alcune considerazioni da persona normale che cerca di
approfondire ciò che viene detto dai media ufficiali. Si parla tanto di garanzia dei depositi in conto corrente facendo un'opera di disinformazione, che peraltro ritengo doverosa in quanto la conoscenza brutale della realtà da parte della maggioranza del popolo provocherebbe il collasso del sistema. Cerchiamo quindi di fornire dei numeri che pur non avendo significato di per se stessi essendo fuori della scala di valori delle persone normali, possono attraverso i loro rapporti dare una tangibile idea della realtà in cui ci troviamo. I depositi bancari ammontano in Italia a circa 600 miliardi (1) e, leggendo lo statuto del fondo di garanzia (2) si trova all'art.21: " L'ammontare delle risorse che le consorziate si impegnano a somministrare complessivamente al Fondo per gli interventi è stabilito dall'Assemblea, su proposta del Consiglio, in misura compresa fra lo 0,4 e lo 0,8 per cento dei fondi rimborsabili di tutte le consorziate alla data del 30 giugno dell’anno precedente." Se l'interpretazione letterale è corretta, questo fondo è dotato di circa 4 miliardi che potrebbero soddisfare solo i clienti di una piccola banca in liquidazione; non è al momento noto cosa farà il governo, ma non credo che le cifre cambieranno sensibilmente. E' pur vero che risulta improbabile un fallimento generalizzato tale da prosciugare velocemente il fondo, ma come ben sappiamo per provocare il panico cieco in una grande massa è sufficiente gridare "al fuoco". Un altro motivo che, anche se non desta immediata preoccupazione è meritevole almeno di attenta valutazione, è costituito dal fatto che tutta la moneta circolante nel paese è di poco superiore a 100 miliardi (3): abbiamo quindi in banca dei denari che in realtà non esistono, sono solo dei numeri e tutti insieme non potremmo fisicamente ottenerne il controvalore in contanti, hanno trasformato i nostri soldi reali in moneta virtuale spendibile solo attraverso le banche. Il sistema funziona perché non occorre avere i soldi nel materasso per comprare l'automobile, anzi ci hanno proibito di pagarla in contanti, e adesso siamo in grado di capirne il motivo che non aveva certo nulla a che fare con il mitico problema del riciclaggio di denaro sporco. Cosa cambia per il popolo? Anche la cartamoneta in fondo è senza valore ma va bene lo stesso. Gli "euri" che abbiamo in tasca esistono fisicamente e per il privilegio di poterli usare paghiamo gli interessi sul debito pubblico alla tipografia privata che li stampa cedendole una parte del frutto del nostro lavoro (ormai è risaputo che la Banca d'Italia è una società privata che grazie alle norme contabili restituisce allo Stato ben poco di quanto lucra sul signoraggio della moneta). La moneta virtuale creata dalle banche vale ugualmente purché non pretendiamo di cambiarla con soldi veri, basta pagare con assegni o bonifici, come se usassimo delle fiches di plastica; il gioco non può tecnicamente definirsi una truffa in quanto è consentito dalle leggi fatte dai nostri(?) rappresentanti che permettono ad una banca che possiede 1 euro di emettere un assegno circolare di 50 euro. Se lo facessi io verrei arrestato, la banca invece sa che quell'assegno non verrà incassato ma finirà in un'altra banca e ogni banca si troverà in cassa assegni (che se fossero miei si chiamerebbero a vuoto) delle altre banche. Allora si riuniscono in Svizzera o in Lussemburgo e si scambiano tra loro quei foglietti di carta (si fà per dire) e quella che ne ha di più diventa creditrice e incassa gli interessi dalle altre. Il grande imbroglio (absit iniuria verbis), il gioco che permette di tosare continuamente gli ignari cittadini richiede una crescita continua che trasferisce ricchezza reale ai pupari finché per la troppa avidità, per la reciproca sfiducia e comunque perché la crescita non può continuare all'infinito arriva la crisi. Mi chiedo cosa pensi la gente quando sente parlare di miliardi bruciati in borsa... Allora i governi intervengono, non certamente con una colletta tra i ministri ma facendoci pagare attraverso le tasse quanto i banchieri hanno perso in termini di moneta fittizia. In altri parole i banchieri creano numeri che chiamano denaro e quando questi numeri diminuiscono a causa dei loro sporchi giochi se li fanno rimborsare da noi attraverso le tasse. Il sistema in cui siamo costretti a vivere è basato sullo strozzinaggio legale, purtroppo però non possiamo auspicarne il crollo perché la mancanza di liquidità fermerebbe l'economia reale, il lavoro di tutti i giorni, e allora è meglio che il contadino non sappia, è sempre meglio continuare nel gioco della roulette russa. Pensatore Stefania Prestigiacomo ministra per l'ambienteDa
quando ha messo piede al Ministero per l'Ambiente, questo ministero ha
perso qualsiasi ragione d'esistere. Già al suo esordio al G8
dell'ambiente di Kobe era andata a perorare la causa di chi inquina
sbalordendo i presenti dichiarando che l'Italia non ce la fa a
rispettare i parametri di Kyoto. Poi dichiarava: "Il ponte sullo
Stretto? Una grande opera che cambierà il Sud e l'Italia. Poi ha tirato
fuori l'idea di privatizzare i parchi e di far pagare il biglietto
d'ingresso. La ministra non disdegna neanche la doppietta: ha deciso di
eliminare diverse restrizioni sulla caccia e sarà possibile nelle zone
protette con gipponi per sparare a pernici e morette con i micidiali
pallini di piombo, proibiti in tutta Europa. |
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